Cenni storici di Grafica e Stampa – Lezione 1/3


L’arte di comunicare
La “Grafica” non è altro che l’arte di comunicare un messaggio, un’idea, in modo chiaro ed efficace, tramite testo, immagini e colore.
Il lavoro del grafico è, quindi, quello di disporre, in modo semplice ma anche funzionale, tutti gli elementi visivi. Il prodotto, stampato o trasmesso tramite i media, deve risultare facilmente comprensibile ed adeguato, nell’aspetto e nella sostanza.

Gli elaborati prodotti dai grafici riguardano diversi settori:
•    loghi ed immagini coordinate (carta intestata, logo, marchio, biglietto da visita)
•    grafica editoriale (inviti, libri, riviste, locandine, manifesti)
•    packaging (progetti per confezioni di qualsiasi tipo di prodotto)
•    allestimento di spazi espositivi (design per mostre, fiere, convegni, ecc.)
•    segnaletica
•    grafica web
•    grafica 3d e di animazione.

In questo breve viaggio nella storia, toccheremo i punti salienti  dell’evoluzione della grafica e della stampa. Cercheremo di capire da dove nasce la scrittura, in che epoca è stata realizzata la prima stampa, quando compaiono i primi annunci pubblicitari ed molto altro ancora….

Nella sezione “Link utili” troverete una serie di link per approfondire i vari argomento trattati

 

Storia ed evoluzione della Grafica e della Stampa

Arte Egizia –  3400 a.C.

geroglificiL’arte della grafica risale a tempi molto lontani. Già nel 3400 a.C., in Egitto, comparve una scrittura di tipo geroglifica (“sacri incisi”): immagini disposte sulle pareti dei templi o monumenti che servivano ad esprimere una parola o raffigurare un oggetto. Gruppi di questi segni, messi in sequenza, non rappresentarono più un singolo oggetto ma riuscivano a trasmettere intere frasi o azioni: il vantaggio era di usare solo venti – trenta figure, quali basi per comunicare uno o più concetti ben precisi. E’ chiaro che, già a quei tempi, si avvertiva l’esigenza di semplificare la rappresentazione di un’idea con il minor numero di pittogrammi possibili.
Accanto a quella geroglifica si sviluppò, poi, la scrittura ieratica (“scrittura sacerdotale”): segni, riprodotti su di un papiro utilizzando un calamo inchiostrato. 
Lo ieratico fu usato soprattutto nei manoscritti (foto: http://it.wikipedia.org).

 

 

Scrittura cuneiforme

Scrittura cuneiforme

Le prime forme di scrittura: scrittura Cuneiforme – 3000 a.C.

I più antichi documenti che contengono esempi di scrittura organizzata, risalgono al 3000 a.C. I popoli che abitavano il sud della Mesopotamia (Sumeri, Accadi, Babilonesi ed Assiri) adottarono un sistema di scrittura composta da semplici segni che avevano l’aspetto di piccoli cunei: da qui il nome di scrittura Cuneiforme. I segni venivano incisi con uno stilo di canna triangolare su tavolette di argilla.

(foto: http://www.elementari.net).

 

L’alfabeto, opera dei Fenici – XII secolo a.C.Alfabeto Fenicio

Secondo diversi ritrovamenti, i primi ad abbandonare gli ideogrammi per conservare solo i simboli fonetici furono i fenici. Essi passarono da una scrittura ideografica, ad una cuneiforme, per sostituire successivamente quest’ultima, con nuovi segni che furono, la base dell’alfabeto di tutti i popoli mediterranei. La scrittura fenicia era “consonantica”  cioè l’alfabeto fenicio si costituiva soltanto di consonanti: in certi casi, venivano aggiunti dei piccoli segni per indicare le vocali. Da quello fenicio, nei secoli successivi, derivarono gli altri alfabeti: ARAMEO (da cui scaturì l’alfabeto Arabo, Ebraico, Armeno, Siriaco etc..); SABEO (da cui deriverò l’alfabeto Etiopico ed Indiano) ed infine quello ELLENICO (da cui deriverò, poi, quello Greco, Latino e Russo).

 

Le prime scritture in Italia – VIII a.C.Alfabeto Etrusco

Le prime scritture in Italia risalgono all’VIII secolo a.C.  La  Penisola  era occupata da diverse popolazioni: nell’Italia settentrionale (Piemonte e Liguria), accanto ai Galli vi erano i Liguri; nell’Italia nord-orientale vivevano i Veneti; gli Umbri in Umbria; i Latini, Sabini, Falisci, nel Lazio; i Sanniti nel Molise, Abruzzo, Campania e Puglia. Nell’estremo Sud, in Siciclia, vivevano Siculi, Elimi e Sicani. Tra tutti questi popoli, è fondamentale soffermarsi sugli Etruschi che si erano stabili nell’Italia centrale: essi utilizzarono l’alfabeto greco, adattandolo alla propria lingua. Il nuovo alfabeto etrusco, successivamente, passò ai latini che lo modificarono ancora. Quest’ultimo, intorno al I secolo a.C., fu esportato dall’Impero Romano in tutti i paesi conquistati, tranne quelli orientali che continuarono ad usare il greco.

Storia del carattere  – dal III secolo a.C. al VIII secolo d.C.
La “capitale romana” è la più antica scrittura maiuscola latina usata nei graffiti. Risale al terzo secolo a.C. e venne scritta con il “calamo” (pezzo di canna o giunco con un’estremità appuntita). Le parole erano senza spaziatura, a volte separate da un punto.

Capitale Romana

 

Dal I fino al V secolo d.C. venne creata e utilizzata la “capitale quadrata”. Lettere che venivano scritte con una penna larga, tenuta in mano in verticale, così da ottenere tratti verticali molto spessi e tratti orizzontali più sottili.

 

Capitale quadrata

Contemporaneamente (V secolo d.C.), comparve la “capitale rustica”, scritta con il calamo inclinato, in modo da ottenere lettere più sottili, con grazie e aste orizzontali più evidenti.

Capitale Rustica

 

Tra il III ed il IV sec. d.C. nacque un nuovo tipo di scrittura, “l’onciale”. Questa scrittura si sviluppò in due periodi: il Periodo Onciale “Old Style” (III secolo) ed il Periodo Onciale Romana “New Style” (IV secolo). Lettere più rotonde rispetto alle altre scritture romane e alte un’oncia. L’onciale fu la scrittura dei copisti del secolo: si otteneva con un pennino a punta mozza dal taglio parallelo al rigo di base.

Onciale

Nel V secolo d.C. comparve la scrittura semionciale. Più bassa dell’onciale, con elementi di lettere “maiuscole” e lettere “minuscole”. Essa è, infatti, considerata la più antica scrittura minuscola.

Semionciale

Stile Carolingio – Gotica –  VIII secolo

Gotica CorsivaDopo la caduta dell’Impero Romano, V sec. d.C., le scritture romane furono impiegate in tutta Europa: solo alcuni paesi mantennero delle scritture nazionali, come quella gotica, creata in Spagna e quella longobarda-beneventana, nell’Italia meridionale. Con il Sacro Romano Impero di Carlo Magno, si diffuse la scrittura carolingia (o carolina). Le minuscole carolinge usate per i testi erano rotonde ed inclinate, per i titoli, invece, si usavano le lettere della capitale romana e dell’onciale. Nel dodicesimo secolo, divenne gotica minuscola, mentre nel XIII secolo fu disegnata la gotica corsiva, scrittura con forme rotonde e con allineamenti superiori ed inferiori curvi all’estremità.