Xilografia – Amanuensi – Johannes Gutenberg – Lezione 2/3

Cenni storici di Grafica e Stampa (lezione 2/3)

 

Xilografia  – VIII secolo

11_xiligrafiaI cinesi furono i primi ad  inventare la stampa Xilografica intorno al VIII secolo d.C., piccole matrici in legno su cui venivano incise immagini o breve testo. In Europa la stampa xilografia si diffuse a partire dal XIV secolo. L’incisione avveniva per mezzo di strumenti ben affilati che asportavano le parti destinate a risultare bianche sul foglio, lasciando in rilievo le parti che dovevano ricevere inchiostro, per essere stampate su carta. (foto: http://www.artematriz.com ).

 

Medioevo – Gli Amanuensi12_amanuensi

Nel Basso Medioevo (periodo che va approssimativamente dall’anno Mille al 1492, scoperta dell’America), ebbe inizio l’attività degli amanuensi (dal latino servus a manu), monaci Benedettini che avevano il lungo e faticoso compito di trascrivere a mano, su pergamena, i  testi della cultura classica ma, soprattutto, le Sacre Scritture.

Si utilizzavano penne d’oca per scrivere e raschietti per cancellare. I libri (detti “codici”) erano composti da più fascicoli (chiamati “quaterni”) e protetti da una copertina. In ogni codice la prima parola era abbellita con un capolettera. In media, si riuscivano a copiare 10-12 pagine al giorno, nelle ore di luce. Grazie alla professionalità e precisione degli amanuensi, sono arrivati sino a noi tanti capolavori.

Nel XIII secolo, lo sviluppo economico comportò numerosi cambiamenti, il sorgere di scuole e Università permise lo svilupparsi di nuove tipologie di libri: i manuali per la ricerca e l’educazione. La richiesta di testi trascritti aumentò e l’attività di amanuense divenne un vero e proprio lavoro presso università e corti rinascimentali. I libri, oramai, iniziavano ad essere prodotti per singole persone: nacque un pubblico di lettori “privati”. La pergamena fu sostituita dalla carta, tuttavia, anche dopo l’avvento della stampa, la pratica amanuense riuscì a sopravvivere ancora per molto tempo (foto: http://it.wikipedia.org ).

Calcografia  – XV secolo

La calcografia nacque intorno al 1450: il suo procedimento era, in pratica, l’inverso della xilografia. Si incidevano dei metalli, quali rame, ferro o  zinco; si riempivano, poi, le incisioni con dell’inchiostro, utilizzando un rullo a tampone ed eliminando l’inchiostro in eccesso. Poi, mediante la pressione di un torchio, il disegno veniva stampato sulla carta. La carta veniva fatta aderire attraverso la pressione di due rulli, uno posto nella parte superiore e l’altro nella parte inferiore della lastra (foto: http://www.acquaforte.it ).

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La tecnica di stampa a caratteri mobili: Gutenberg – XV secolo

Poco dopo il 1450 il tedesco Johannes Gutenberg inventò la stampa a caratteri mobili. Questa tecnologia permise la diffusione di libri stampati e, di conseguenza, la diffusione della cultura fra i popoli.

14_gutenbergFino all’epoca di Gutenberg tutti i libri erano scritti a mano, copiati dai monaci amanuensi. La copia dei manoscritti richiedeva tanto tempo e ciò rallentava la diffusione dei testi. Con la stampa di Gutenberg furono prodotte numerose copie in tempi più rapidi: contemporaneamente, diminuì il lavoro svolto e il tempo impiegato nell’esecuzione delle singole stampe.

Ma in cosa consisteva la stampa? Egli realizzò dei cubetti in lega di piombo e stagno, sufficientemente resistenti alla compressione, che recavano sulla faccia superiore una lettera dell’alfabeto riflessa. Questi cubetti potevano essere disposti uno accanto all’altro, in qualsiasi sequenza. Dopo aver creato diverse righe di testo, esse venivano messe nella giusta posizione su di un telaio. Successivamente, i cubetti venivano inchiostrati (l’inchiostro era una soluzione acquosa di gomma e, quale pigmento, nerofumo, detto fuliggine) e impressi su carta o pergamena. Solo successivamente fu introdotto l’uso di un inchiostro a base di olio di lino, forse inventato dallo stesso Gutenberg. Terminate le copie, le lettere venivano divise e pulite, pronte per un nuovo uso. Dopo aver aperto una sua stamperia, tra il 1454 e il 1455, decise di produrre il libro più diffuso dell’epoca: la Bibbia, detta anche “Bibbia di 42 linee”. Fu stampata in caratteri gotici, in due colonne di 42 righe ciascuna: l’opera era divisa in due, tre o quattro volumi, a seconda delle richieste dell’epoca. Il disegno dei  caratteri ricordava  quello dei manoscritti e, così, la Bibbia di Gutenberg divenne, in poco tempo, il capolavoro del secolo. Furono stampate circa 180 copie su carta e altre su diversi supporti più pregiati, secondo le richieste del committente.

Nel xviii secolo nacquero i giornali, periodici, e la stampa iniziò ad essere uno strumento per veicolare nuove idee, teorie scientifiche e religiose. La stamperia di Gutenberg rimase attiva a Magonza fino al 1465 circa.

Tra la fine del xv e l’inizio del xvi secolo, Aldo Manuzio, tipografo veneziano, utilizzò il primo carattere corsivo (o aldino o italico) e  pubblicò opere religiose in libri di piccolo formato: il “formato ottavo”. termine che indicava il numero di fogli ottenuto dalla piegatura di un singolo foglio.

 

L’Umanesimo e il Rinascimento – dal XV secolo al XVI

Nel XV secolo si diffuse in Italia un nuovo movimento culturale: l’Umanesimo, (iniziato già nel XIV secolo e che si protrasse fino al XVI secolo). Per molti secoli, la cultura del Medioevo era stata collegata alla religione e alla Chiesa. Fra il 300 e il 400 incominciò, invece, a svilupparsi una cultura non religiosa che si rivolgeva agli uomini e che portò alla riscoperta degli autori classici. I testi classici venivano interpretati però, in modo diverso rispetto al medioevo. Si mise al centro dell’universo l’uomo, considerato “un piccolo Dio sulla terra”. Gli Umanisti non rifiutavano il rapporto con Dio ma lo vivevano in modo più libero e non conflittuale. Questo movimento culturale fu la premessa al Rinascimento, periodo artistico e culturale che si sviluppò a Firenze ma che si estese poi in tutta Europa e che segnò il distacco netto dal Medioevo. La parola16_de_divina “Rinascimento” sta ad indicare proprio il rinnovamento culturale avvenuto in Italia: in quel periodo, si ritrovarono il valore delle figure geometriche in tutti i campi dell’arte, dalla stampa alla pittura, dalla scultura all’architettura. Fra Luca Bartolomeo de Pacioli (1445 – 1517) religioso e matematico italiano, nel 1509, pubblicò il trattato De Divina Proportione, mostrando un ritorno alle antiche proporzioni classiche e disegnando un carattere che si distaccava dai caratteri derivanti dalla scrittura manuale. Il manoscritto De Divina Proportione fu uno straordinario compendio di matematica, architettura, teologia e filosofia rinascimentale (approfondimenti: http://www.treccani.it).

 

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